23 ottobre 2006

MARIE GALANTE: tra spiagge e mare

Le spiagge di Marie Galante rappresentano ancora oggi a distanza di anni un ricordo ancora vivo, sabbia abbagliante e cocotiers riversi dal vento fanno da sfondo ai piu' classici degli scenari tropicali. Per capire veramente cosa significhi tropico voglio regalarvi un breve videoclip dove il rumore degli alisei, si mescolano al mare, caldo, invitante, con le sfumature del blu che si riflettono con la luce del sole.


Vivere il mare in questi luoghi e' una sensazione unica, ogni incontro e' possibile, la vita del mondo marino si anima di colori, di forti sensazioni e di immagini suggestive . La mia attivita' subacquea a Marie Galante e' iniziata dopo aver intrapreso contatti con un francese che vive in quel luogo, gli ho scritto ed ho prenotato alcune uscite per i giorni relativi al periodo del mio soggiorno. Arrivato sull'isola, sono andato in avanscoperta, sapevo l'indirizzo del posto ma non la distanza che separava il mio albergo dal piccolo diving. Il centro immersioni era come spesso succede in questi luoghi, una struttura in legno molto spartana ai margini di una spiaggia e nelle vicinanze dell'agglomerato di S.Louis, ogni mattina di buon'ora partivo con lo zaino stipato delle mie attrezzature alla volta del diving, era una camminata di circa venti minuti, fin qui' nulla di complicato, ma, il problema si poneva al ritorno, quando il sole implacabile si faceva sentire. Marie Galante offre diversi siti interessanti, non aspettatevi i colori e la vita del mar rosso o la biodiversita' di certe aree dell'indo pacifico, qui siamo ai caraibi il regno delle spugne giganti, delle aragoste, dei pelagici. Ricordo ancora alcuni dei nomi delle immersioni che hanno animato il mio soggiorno: la prima uscita e' stata a "Le Petit Câble", una classica discesa nel blu su un pianoro corallino di circa -15 mt da dove si prosegue fino a raggiungere -35 mt. Lo scenario e' rappresentato da spugne di grandi dimensioni, coralli molli, madrepore che ospitano diverse varieta' di pesci di barriera. Da sottolineare la presenza di branchi di carangidi e barracuda facilmente visibili durante la sosta di sicurezza.

Altro importante sito di immersione e' "Trois Ilets, una discesa secca sui -18 mt da dove si cominciano ad osservare diverse gorgonie dai ventagli rigogliosi, seguendo l'andamento del fondale si raggiungono i -35 mt, rocce, coralli, spugne a barile, ad orecchio di elefante caratterizzano questo luogo, dove e' facile incontrare branchi di platax e tartarughe. Un'ulteriore immersione da non perdere e' "Les Gorgones", che si caratterizza per la "mediterranea" conformazione del fondale che alterna rocce a madrepore coralline, lo spettacolo e' garantito dalla presenza di grandi ventagli di gorgonie, spugne, e corallo nero. La profondita' rende al limite del ricreativo questa immersione che puo' raggiungere i -45 mt.



Marie Galante offre in totale una ventina di punti di immersione in grado di soddisfare i sub piu' incalliti, un luogo dove trascorrere alcuni giorni in completa simbiosi con la natura, dove e' ancora possibile rilassarsi in compagnia di un buon bicchiere di rum e festeggiare i propri 40 anni, quello che e'capitato a me.

Antonio (Tusìtala)

09 ottobre 2006

MARIE GALANTE : piccola gemma del caribe.

Oggi quando parliamo di caraibi, i nomi piu' gettonati sono sempre i soliti, luoghi meravigliosi, paesaggi scenografici ma, pur sempre, aree dove il turismo di massa e' diventato una costante. In questo sconfinato mare, Marie Galante rappresenta ancora una eccezione, l'ho scelta per un motivo, e' un luogo semplice ma in grado di offrire grandi potenzialita'.
Qest'isola e' un territorio d'oltremare francese, si trova tra la Guadalupa e l'isola di Dominica e la sua particolarieta' e' rappresentata dalla sua vocazione rupestre. Marie Galante si presenta dall'aereo leggermente collinosa, con una forma a sombrero che ricorda il copricapo messicano. Appena sbarcato nel piccolo aeroporto, ricordo ancora il profumo dei flamboyant in fiore e il rumore delle onde che si infrangono sulla barriera corallina poco distante. Dopo le formalita' doganali, ho reperito un automezzo ed e' cominciata l'avventura in questo luogo idilliaco, percorrendo la strada costiera che conduceva all'albergo, mi sono soffermato piu' volte ad osservare i dolci arenili corallini che si alternavano a piccoli villaggi creoli, mentre la canna da zucchero sferzata dal vento rappresenta la regina incontrastata di questa terra, la sua produzione e' in grado di offrire alle piccole distillerie la possibilita' di realizzare un rum agricolo tra i migliori del mondo.

Cosa dire del mare, il mare e' il principe consorte di Marie Galante, ricco di vita con pesca copiosa e belle coste protette dalla barriera corallina a sud-est e appoggiate sul mar dei caraibi a ovest. Ricordo con piacere le mie escursioni giornaliere in questa insolita meta caraibica, andavo alla ricerca delle spiagge solitarie dove la barriera corallina offriva scenari idilliaci, dove i locali si riposavano all'ombra dei cocotiers per l'ora di riposo dal lavoro, dove si sorseggiava una bibita nei classici localini creoli a ridosso della strada accompagnati da una dolce musica tradizionale. Naturalmente da buon subacqueo non sono mancate le immersioni, ma di queste parlero' nel prossimo post, adesso voglio raccontarvi delle spiagge, dei raccoglitori di canna da zucchero la cui vita si muove alle stesse cadenze antiche su pittoreschi carri trainati da buoi. Se si vuole comprendere l'essenza di Marie Galante bisogna recarsi a Beauregard, una deviazione dalla strada tra l'aeroporto e il capoluogo Grand Bourg porta ad un belvedere, da qui si gode il migliore sguardo d'insieme sull'isola. Proseguendo dal capoluogo cominciano due delle piu' belle spiagge delle antille Point a Congre e La Feulliere, chilometri di sabbia abbagliante che arrivano fino a St.Louis.

Da qui si prosegue lungo l'incantevole spiaggia di Anse de Mays e Vieux Fort, primo insedimento francese sull'isola. Caratteristica di questo insediamento sono le vecchie case, costruite con doghe di legno ravvicinate, come per le barche tenute insieme da fango e paglia. Proseguendo verso nord la strada diventa piu' dissestata, bisogna muoversi con prudenza per raggiungere Grosse Pointe il punto piu' settentrionale dell'isola. Bianche scogliere segnano le curve a nord est dell' isola fino a Caye Plate considerata il regno delle aragoste. Da qui una serie di cale e calette solitarie raggiungibili a piedi fendono la scogliera a ridosso della costa atlantica fino a Capesterre dove la vista sull'oceano e sul reef e' indimenticabile.

Marie Galante non offre soltatnto spiagge ma anche un entroterra ricco di atmosfera. Per gli appassionati di archeologia industriale e' obbligatorio muoversi tra vecchi mulini, distillerie e zuccherifici, se volete fare come me, recatevi dalla distilleria Poisson e assaggiate la selezione di rum Pere Labat, credetemi e' un'esperienza unica, ma mi raccomando fatelo lontano dalle immersioni, se volete ritornare in superficie senza conseguenze.

Antonio (Tusitala)

03 ottobre 2006

Un pezzo di preistoria nelle acque delle Comores: Il Coelachante


Amici subacquei durante il mio soggiorno a Gran Comore ho avuto la possibilita' di verificare cio' che fino a quel momento avevo immaginato: se le spiagge rivestono un ruolo fondamentale nella vita dei comoriani, il mare ne e' il vero protagonista e racchiude uno scenario sorprendente: i suoi colori sono indimenticabili e la sua trasparenza e' incredibile per l'assenza di fiumi e corsi d'acqua che portano detriti. Una zona del territorio dell'isola, nei pressi di Ikona, e' oggi parco marino e nasconde una delle scoperte piu' importanti per gli studiosi di zoologia, poiche' nelle sue acque nel 1938 fu pescato un pesce preistorico denominato Coelachante, ritenuto estinto da 60 milioni di anni, e nel 1986 grazie all'uso di un batiscafo fu filmato e studiato. Oggi questo fossile vivente e' presente in una grade cavita' ad oltre i -100 mt di profondita' e solo un'altro esemplare e' stato scoperto al di fuori di questa area geografica, in un posto unico per la grande biodiversita', il mare di Sulawesi in indonesia , dove sono stato e ve ne parlero' prossimamente. Ricordo come se fosse adesso l'impressione nel vederlo conservato ed imbalsamato nel museo della capitale Moroni dove e' esposto insieme a notizie riguardanti la sua scoperta, il suo habitat e il progetto di salvaguardia.
Nella stanza e' presente una selezione di elementi autoctoni nella fauna locale tra i quali fa bella mostra di se una raccolta di conchiglie tra le piu' rare. All'interno dello stesso museo una sezione raccoglie la storia geologica del territorio con ricordi del passato ed il dramma dell'ultima eruzione.L'ultima stanza e', infine, dedicata alla cultura e alle tradizioni antiche ma, guardando da vicino gli oggetti esposti, il mio pensiero ritorna ai villaggi, ai mercati, alle viuzze della Medina, e mi convinco sempre di piu' che quei monili in realta' non appartengono ancora al passato.

Antonio (Tusitala)