07 novembre 2006

LOS ROQUES: L'ARCIPELAGO DEL MARE ASSOLUTO

Un'esplosione della natura, seducente e selvaggia questo e' il ricordo che ho di Los Roques, uno degli ultimi angoli segreti del caribe venezuelano, 350 cayos corallini, sparsi su una laguna da sogno di 2.200 kmq, dove il mare in un labirinto di sabbie deserte ed immacolate rappresenta la quintessenza del paradiso tropicale.


Oggi questo delicato ecosistema e' un parco nazionale protetto che ospita nelle sue acque una varieta' di coralli, tartarughe marine e specie ittiche tra le piu' rare e racchiude un piccolo segreto storico: molti secoli fa gli indios arawak vi venivano a compiere i loro riti e a raccogliere il sale come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti a Cayo Sal. Tutte le isole rappresentano un caleidoscopio di fantastici colori, difficile dire quale sia la piu' bella o la piu' interessante, sono cayos bassi ad eccezione di Gran Roque (l'unica ad avere un rilievo degno di nota che mostri la sua origine vulcanica), con una vegetazione sporadica, affidati in alcuni casi alla volonta' della natura e in altri, agli uccelli marini che nidificano sulle loro sabbie. Il governo venezuelano per preservarne le caratteristiche ha istituito delle zone a protezione integrale ed altre a protezione media, queste ultime sono le sole dove il turismo puo' approdare, mantenendo sempre un adeguato senso del rispetto perche' un domani, come oggi, questo delicato paradiso possa rimanere tale.




GRAN ROQUE E LE SUE ISOLE
“Un invito al sogno”

La giornata tipo a Los Roques comincia la mattina di buon ora. Dopo aver gustato nella propria posadas una tazza di caffe' e pancakes caldi, si arriva al molo per noleggiare un'imbarcazione e via tra i cayos luminosi dell'arcipelago.

Ricordo il primo giorno, l'entusiasmo di quel mare dai colori cangianti era un invito al sogno e mi induceva ad intraprendere subito una lunga escursione verso le isole piu' lontane, ma ero appena arrivato e avevo tempo a disposizione, pertanto, decisi di visitare nei primi giorni le isole intorno a Gran Roque. La prima tappa del mio itinerario sono stati Franciskys, Madrizqui e Cayo Pirata tre isolotti molto vicini a Gran Roque, dove l'impronta turistica e umana e' oggi presente con un piccolo ristorantino in legno dove gustare tra un bagno e l'altro un piatto di pesce freschissimo e qualche casa da week end di gente di Caracas, il tutto ben inserito nella natura circostante e per niente invasivo. Franciskys, e' un luogo idilliaco, con spiagge bianche, vegetazione tipica e una barriera corallina che lo chiude nella sua parte orientale formando una laguna dai bassi fondali, dove il bagno e' molto piacevole e l'acqua cristallina.


A Franciskys, c'e' una piscina naturale formata dal reef, un punto tra i piu' interessanti dell'arcipelago dove fare snorkeling. Madrizqui, la piu' vicina a Gran Roque accoglie il visitatore con la sua spiaggia bianchissima, alcuni ombrelloni di paglia indispensabili per ripararsi dal sole e un mare dai colori accesi. Un consiglio e' quello di passeggiare sulla sabbia, osservando il mare e la miriade di pellicani che si tuffano per pescare, fino a raggiungere Cayo Pirata, un isolotto dove si trovano alcune baracche in legno abitate in periodi diversi dell'anno dai pescatori, un posto tranquillo per sdraiarsi, prendere il sole e bagnarsi in completa solitudine aspettando il tramonto che a queste latitudini e' di un'irreale tinta violetta, per poi rientrare a Gran Roque, dove il soffio costante degli alisei spazza via le nubi minacciose e rinfresca le notti caraibiche.

Antonio( Tusìtala)